sartori

home / Archivio / Fascicolo / L´IVA tra neutralità e natura di imposta sul consumo: la difficile combinazione dei ..

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


L´IVA tra neutralità e natura di imposta sul consumo: la difficile combinazione dei modelli di funzionamento dell´imposta

Paola Milioto

Viene esaminato il tema della neutralità dell’IVA. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, occupandosi della conformità della legge spagnola con gli artt. 73 e 78 della Direttiva n. 2006/112/CE, ha enucleato il principio secondo cui gli importi percepiti a seguito dell’effettuazione di prestazioni rilevanti a fini IVA, non dichiarati né fatturati e successivamente accertati dall’Amministrazione finanziaria, devono intendersi comprensivi di IVA, salvo il caso in cui secondo il diritto nazionale sia possibile recuperare altrimenti l’imposta. Detta soluzione, sebbene sembri non impattante sulla disciplina nazionale italiana, in realtà fa sorgere taluni interrogativi sulla direzione che sta prendendo l’istituto della rivalsa post-accertamento di cui all’art. 60, comma 7, D.P.R. n. 633/1972. Tale norma è stata modificata nel 2012 a seguito di una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea contro l’Italia, nell’ottica di tutelare maggiormente la neutralità. Obiettivo, questo, che, però, non pare essere stato centrato.

Parole chiave: IVA, principio di neutralità, frode fiscale, abuso del diritto, illecita alterazione della concorrenza.

Vat between neutrality and the nature of a consumption tax: the difficult combination of tax functioning models

This essay examines the issue of VAT neutrality. The Court of Justice of the European Union, dealing with the compatibility of Spanish law with Arts. 73 and 78 of Directive no. 2006/112/CE, has expressed the principle according to which the amounts received following the performance of services relevant for VAT purposes, not declared or invoiced and subsequently ascertained by the tax authorities, must be considered as inclusive of VAT, except in the case where under national law it is possible to otherwise recover the tax. This solution, although it does not seem to have an impact on the Italian national legislation, raises some questions about the direction that the institution of post-assessment charge pursuant to Art. 60, para. 7, Presidential Decree no. 633/1972. This rule was amended in 2012 following an infringement procedure initiated by the European Commission against Italy, with the view to better protecting neutrality. Such objective, however, does not seem to have been achieved.

Keywords: VAT, principle of neutrality, tax fraud, abuse of law, unlawful distortion of competition.

MASSIMA: La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, in particolare i suoi articoli 73 e 78, letti alla luce del principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), deve essere interpretata nel senso che, qualora un soggetto passivo dell’IVA, commettendo un’evasione, non abbia né indicato l’esistenza dell’operazione all’amministrazione tributaria, né emesso fattura, né fatto figurare in una dichiarazione a titolo delle imposte dirette i redditi ottenuti in occasione di tale operazione, la ricostruzione, nell’ambito dell’ispezione di una simile dichiarazione, degli importi versati e percepiti durante l’operazione in questione da parte dell’amministrazione tributaria interessata deve essere intesa come un prezzo già comprensivo dell’IVA, a meno che, secondo il diritto nazionale, i soggetti passivi abbiano la possibilità di ripercuotere e detrarre successivamente l’IVA in questione, nonostante l’eva­sione. PROVVEDIMENTO: (Omissis) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO – MOTIVI DELLA DECISIONE (Omissis) 24. Con la sua questione, il giudice del rinvio interroga sostanzialmente la Corte sull’interpretazione che, in particolare alla luce del principio di neutralità, occorre dare agli articoli 73 e 78 della direttiva 2006/112, relativi alla determinazione della base imponibile di un’operazione tra soggetti passivi dell’IVA, quando questi ultimi, commettendo un’evasione, non hanno né indicato l’esistenza dell’operazione all’am­ministrazione tributaria, né emesso fattura, né fatto figurare i redditi ottenuti in occasione di tale operazione in una dichiarazione a titolo delle imposte dirette. Il giudice del rinvio chiede se, in una simile circostanza, gli importi versati e ricevuti debbano o meno essere intesi come già comprensivi dell’IVA. 25. Occorre anzitutto sottolineare che, anche se la lotta contro la frode, l’evasione fiscale e gli eventuali abusi costituisce un obiettivo riconosciuto e promosso dalla direttiva 2006/112 (sentenza del 12 novembre 2020, ITH Comercial Timișoara, C‑734/19, EU:C:2020:919, punto 39 e giurisprudenza ivi citata), la determinazione della base imponibile di un’operazione tra soggetti passivi, ai sensi degli [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


Commento

Sommario:

1. Premessa - 2. Il caso di specie e la questione pregiudiziale sottoposta alla valutazione della Corte di Giustizia - 3. La garanzia del rispetto della neutralitÓ IVA nella soluzione della Corte UE - 4. Il quadro normativo italiano e le possibili implicazioni del principio - 5. Conclusioni - NOTE


1. Premessa

La pronuncia in commento induce (e impone) una riflessione generale sulla neutralità [1] e sulla definizione che fino ad ora la dottrina e la giurisprudenza (anche unionale) ne hanno fornito. Tradizionalmente, il principio di neutralità in ambito IVA è stato sempre analizzato attraverso il richiamo contestuale degli istituti della rivalsa e della detrazione. Questi sono sempre stati posti sullo stesso piano operativo, quali le due facce della medesima medaglia [2], e quali corollari della neutralità stessa. Si è sempre ritenuto che rivalsa e detrazione operassero in modo sinergico tra di loro [3], per l’attuazione e il rispetto della neutralità; ciò, però, indipendentemente e a prescindere dalla compiuta analisi della funzione propria di ciascuna di tali componenti. Si è sempre affermato, infatti, come «l’effetto proprio della rivalsa, il suo predicato sottinteso, è per [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Il caso di specie e la questione pregiudiziale sottoposta alla valutazione della Corte di Giustizia

La vicenda che ha dato origine al quesito sottoposto all’esame della Corte di Giustizia è sorta a seguito di talune ispezioni effettuate dall’Inspección de Tributos (Ispettorato dei tributi) sulla situazione fiscale di CB (cittadino spagnolo svolgente l’attività di agente per lo spettacolo), avviate nel 2014 e volte a verificare l’atti­vità di intermediazione dallo stesso resa. Ispezioni all’esito delle quali l’Agen­cia Estatal de Administración Tributaria (Agenzia statale dell’amministrazione finanziaria) accertava l’imposta sul reddito delle persone fisiche per gli anni 2010-2011-2012 e comminava le relative sanzioni. Tale accertamento, sebbene riguardasse nello specifico le imposte dirette, ha avuto un evidente impatto anche sulle imposte indirette, essendo l’attività in questione un’operazione pacificamente soggetta all’applicazione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. La garanzia del rispetto della neutralitÓ IVA nella soluzione della Corte UE

La Corte di Giustizia, nel ricostruire la vicenda sottoposta al suo esame, e al fine di rispondere al quesito rivoltole, ha richiamato alcuni capisaldi che connotano e fondano il sistema dell’IVA. Capisaldi che orbitano, tutti, attorno all’esigenza comune di garantire il rispetto e la tenuta del (forse solo evocato) principio di neutralità, nel costante bilanciamento con l’ulteriore esigenza di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione attraverso il contrasto ai comportamenti abusivi di frode ed evasione. In tale costante tensione, dall’analisi della sentenza in commento e, in generale, della precedente giurisprudenza unionale ivi richiamata, è possibile ritrarre la considerazione che la conclusione raggiunta dalla Corte di Giustizia si pone, sì, in linea di continuità rispetto alle esigenze di funzionamento dell’IVA nel suo complesso; ciò, però, non (necessariamente) alla luce del principio di [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. Il quadro normativo italiano e le possibili implicazioni del principio

Ecco che, dato il principio di massima, occorre ora interrogarsi sull’applicabilità dello stesso al diritto nazionale. Ciò, soprattutto in virtù dell’esistenza nel nostro ordinamento – e a differenza di quello spagnolo – di una norma ad hoc, l’art. 60, del D.P.R. n. 633/1972, rubricata Pagamento delle imposte accertate che, apparentemente, consente di recuperare ex post l’IVA pagata a seguito di un accertamento. Il comma 7 di tale norma, in particolare, espressamente prevede che «Il contribuente ha diritto di rivalersi dell’imposta o della maggiore imposta relativa ad avvisi di accertamento o rettifica nei confronti dei cessionari dei beni o dei committenti dei servizi soltanto a seguito del pagamento dell’imposta o della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi. In tal caso, il cessionario o il committente può esercitare il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


5. Conclusioni

La Corte di Giustizia, nella pronuncia in commento, dunque, ha espresso il principio di massima secondo cui gli importi percepiti da un operatore economico nel­l’ambito di un’operazione rilevante ai fini IVA devono ritenersi comprensivi di tale imposta, a meno che, secondo il diritto nazionale, i soggetti passivi abbiano la possibilità di ripercuotere e di addebitare successivamente l’IVA in questione, anche in contesti di evasione. Nonostante la formale esigenza di garantire il rispetto della neutralità, in realtà, tale pronuncia si occupa unicamente del profilo della rivalsa/addebito, nell’ottica di assicurare che l’IVA sia un’imposta sul consumo. L’applicazione del principio impone di valutare lo stesso tenendo a mente due distinte fattispecie. Una prima, alla quale il principio si applica, si realizza nel caso in cui non sussista una normativa nazionale che permetta di recuperare ex post l’IVA a valle. In [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


NOTE

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio