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Tracciabilità e trasparenza: la protezione del mercato tra auto riciclaggio e reati tributari

Giulio Soana

Ai fini della configurabilità del reato di auto riciclaggio gioca un ruolo fondamentale la concreta attitudine delle condotte ad ostacolare la rintracciabilità dell’origine delittuosa delle utilità oggetto di riciclaggio. Tale attitudine decettiva costituisce l’elemento differenziale tra post-factum non punibile e condotta di auto riciclaggio e non la destinazione personalistica dei proventi riciclati. In tal senso, l’idoneità decettiva caratterizzante le condotte tipiche in ambito tributario, nonché la simile ratio della punizione penale, fa presagire un sempre più stretto rapporto tra queste due figure di reato.

Traceability and transparency: market protection between self-laundering and tax crimes

For the purposes of configuring the crime of self-money laundering, the concrete attitude of the conduct to hinder the traceability of the criminal origin of the utilities subject to laundering plays a fundamental role. This deceptive attitude represents the differential element between a non-punishable post-factum and the self-money laundering conduct and not the personal destination of the laundered proceeds. In this sense, the deceptive suitability characterising the typical tax conducts, as well as the similar rationale of criminal punishment, suggests an increasingly close relationship between these two criminal figures.

Cass., sez. II, 11 marzo 2020, n. 9755 – Pres. Cervadoro, Est. Filippini, Zanellato (avv. Bettiol) c. Procura della Repubblica Nell’auto riciclaggio, la scriminante di mera utilizzazione o consumo personale dei proventi del reato presupposto è configurabile solo e soltanto se il soggetto attivo utilizzi o goda di tali proventi in modo diretto e senza che compia su di essi alcuna operazione atta ad ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. L’emissione di fatture per operazioni inesistenti possono concorrere all’integrazione della condotta del reato di auto riciclaggio; invero, l’emissione, da parte di una impresa commerciale, di documenti contabili di valenza economica e fiscale come pure il pagamento di tali documenti, integrano forme di attività economica o finanziaria. RITENUTO IN FATTO 1. Con ordinanza del 5.4.2019 il GIP del Tribunale di Rovigo disponeva l’applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di (omissis)in ordine ai delitti di cui agli artt. 416 cod. pen (capo A), 8 del D. Lgs. 74/2000 (capi B, C, D, I) e 648 ter1 cod. pen. (capo 3). Secondo la prospettazione accusatoria condivisa dalla pubblica accusa e dal gip, poi avallata dal tribunale del riesame, l’indagato è accusato di aver posto in essere, in concorso con (omissis) e (omissis), un’associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto e all’auto riciclaggio dei relativi proventi; il meccanismo illecito consisteva nell’utilizzare società di comodo gestite di fatto dal gruppo dei predetti, le quali si procuravano la disponibilità di beni (auto e generi alimentari) con il sistema della lettera di intenti (il quale consente a particolari categorie di soggetti di acquistare e importare beni e servizi evitando l’assoggettamento a imposta, in regime, così detto, di sospensione d’imposta) e provvedevano poi ad operare ripetute cessioni tra le società medesime dei beni stessi, nelle cui fatture veniva esposta cartolarmente VIVA, che però di fatto non veniva mai pagata da alcuno anche se veniva portata in detrazione nelle dichiarazioni fiscali. Ogni società tratteneva poi una piccola percentuale dal ricavato delle vendite e tale profitto finiva a favore degli associati. L’au­toriciclaggio infine veniva attuato tramite una società [continua ..]

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Commento

Sommario:

1. La vicenda e la decisione della Cassazione - 2. Il godimento personale: una scriminante senza nulla da scriminare - 3. Segui il denaro: genesi del reato di riciclaggio e incomprensioni dottrinarie - 4. Genesi di una lacuna: il post-factum non punibile - 5. Restituire dignità alla condotta: l’orientamento della Cassazione e la necessaria valorizzazione della condotta di ostacolamento - 6. Spunti interpretativi in tema di riciclaggio - 7. L’orientamento della Cassazione e la rilevanza in termini di criminalità tributaria - NOTE


1. La vicenda e la decisione della Cassazione

La vicenda sottoposta al vaglio della Suprema Corte origina da un ricorso proposto dall’imputato avverso una sentenza del Tribunale della Libertà che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari: l’imputato era accusato di aver “posto in essere un’associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto e dell’auto-riciclaggio dei relativi proventi”. In particolare, l’evasione del­l’IVA avveniva mediante l’utilizzo di una serie di società di comodo, le quali si procuravano la disponibilità di beni in regime di sospensione di imposta mediante l’uti­lizzo di lettere di intenti; i coimputati provvedevano poi ad effettuare ripetute cessioni tra le società medesime, nelle cui fatture veniva esposta cartolarmente l’IVA, che di fatto non veniva mai versata, anche se veniva portata in detrazione: quindi, ogni società tratteneva una [continua ..]

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2. Il godimento personale: una scriminante senza nulla da scriminare

Con la pronuncia n. 9755/2020, la Suprema Corte torna ad affermare la natura complementare della scriminante prevista dall’art. 648 ter 1 c.p., comma 3. In particolare, questo comma prevede che “fuori dai casi di cui ai commi precedenti, non sono punibili le condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale”. Tale clausola, inserita durante l’approvazione parlamentare del reato di auto riciclaggio [8], sin dalla sua introduzione, ha suscitato rilevanti dibattiti in dottrina riguardo al suo significato, nonché al suo ambito di applicazione. Chiaro esempio dello scadimento tecnico del legislatore, questa disposizione è o sostanzialmente inutile, o frutto di un error calami. Difatti, una scriminante che si applichi solamente al di fuori delle fattispecie che essa stessa scrimina, è logicamente un controsenso. Invero, la scriminante è un’oggetto [continua ..]

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3. Segui il denaro: genesi del reato di riciclaggio e incomprensioni dottrinarie

Al fine di meglio comprendere le problematiche legate alla definizione di auto riciclaggio è necessario volgere lo sguardo all’inquadramento internazionale di questo delitto. Difatti, il riciclaggio, lungi dall’essere una questione meramente nazionale, è al centro di accesi dibattiti e sviluppi a livello internazionale ed europeo; invero, il contrasto al riciclaggio è uno degli ambiti più fecondi in termini di collaborazione internazionale. Ragione di questa attenzione è collegata alla relazione esistente tra questo reato ed, in particolare, il finanziamento del terrorismo e la criminalità organizzata, nonché le sue potenzialità in termini di destabilizzazione macroeconomica. La strategia internazionale per la lotta al riciclaggio è costituita da un mix tra controllo diffuso amministrativo, affidato alle istituzioni finanziarie sotto la supervisione delle Unità di Informazione Finanziaria nazionali, le [continua ..]

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4. Genesi di una lacuna: il post-factum non punibile

La genesi normativa della mancata previsione dell’auto riciclaggio, quale figura autonoma, è da individuare nella clausola di salvaguardia prevista dalla Convenzione del 1990, la quale statuisce all’art. 6.2 che “può prevedersi che i reati di cui al predetto paragrafo non si applichino alle persone che hanno commesso il reato principale”. Questa clausola è ribadita dalla Convenzione di Palermo, seppur in termini più restrittivi. Difatti, l’art. 6, lett. e), prevede che “se richiesto dai princìpi fondamentali del diritto interno di uno Stato Parte, può essere disposto che i reati di cui al paragrafo 1 del presente articolo non si applichino alle persone che hanno commesso il reato presupposto”. Proprio su questa asserita contrarietà si è basata la mancata estensione del riciclaggio all’autore del reato, fino all’entrata in vigore dell’art. 648 ter 1 [31]. Invero [continua ..]

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5. Restituire dignità alla condotta: l’orientamento della Cassazione e la necessaria valorizzazione della condotta di ostacolamento

Appare, pertanto, particolarmente meritevole l’orientamento della Suprema Corte da ultimo espresso con la pronuncia in commento. Difatti, questo orientamento porta il fuoco dell’analisi, per lo meno nell’ambito dell’auto riciclaggio, su quello che ne è l’elemento nodale e caratterizzante: “la concreta idoneità dell’attività rispetto all’occultamento della provenienza delittuosa del denaro oggetto di reato” [41]. Tale principio era d’altronde già stato affermato da altra decisione della Suprema Corte [42], nella quale è stata introdotta l’interpretazione qui in commento. A parere di questa “l’ubi consistam del reato di autoriciclaggio (e di riciclaggio) consiste, quindi, nel divieto di condotte decettive finalizzate a rendere non tracciabili i proventi del delitto presupposto, proprio perché, solo ove i medesimi siano tracciabili si può impedire che [continua ..]

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6. Spunti interpretativi in tema di riciclaggio

Il meritevole orientamento assunto dalla Suprema Corte in tema di auto riciclaggio porta l’interprete ad interrogarsi sull’opportunità dell’orientamento assunto dalla stessa Corte in merito al reato gemello di riciclaggio previsto dall’art. 648 bis. Invero, la Cassazione, in tema di riciclaggio, ha applicato un approccio nettamente più disinvolto riguardo la necessaria idoneità decettiva delle condotte poste in essere [52]. Difatti, in diverse pronunce è stata riconosciuta la qualificabilità del delitto in parola a seguito di mero deposito di denaro sporco su conti correnti o su carte prepagate [53]. Qualificare tali condotte come riciclaggio comporta una compressione del requisito oggettivo di ostacolo, ai limiti della presunzione dello stesso. È analizzando tale orientamento che si comprende l’origine della teoria del post factum non punibile; difatti, è evidente, come se qualunque [continua ..]

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7. L’orientamento della Cassazione e la rilevanza in termini di criminalità tributaria

L’orientamento della Suprema Corte in ambito di auto riciclaggio ha un ruolo fondamentale nella sfera dei reati tributari. Invero, la ritrovata centralità del requisito della potenzialità decettiva delle condotte costituisce un fondamentale e giusto argine al potere punitivo in ambito di reati tributari. Ciò in quanto il profitto dei reati tributari è costituito, nella maggior parte dei casi, da un risparmio piuttosto che da un guadagno, che non si presenta come entità economica autonoma, bensì rimane confuso nel patrimonio del soggetto attivo del reato presupposto. Se pertanto la Suprema Corte avesse perseguito il precedente orientamento in materia di riciclaggio il rischio sarebbe stato quello di un automatico aggravio della pena a seguito della commissione di un reato tributario [55]. Difatti, se la mera movimentazione del denaro sporco fosse stata sufficiente ad integrare la condotta di auto riciclaggio, qualunque [continua ..]

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NOTE

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