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I contributi consortili di bonifica e l'indefettibile applicazione del principio del beneficio

C. Sciancalepore

La sentenza della Corte costituzionale si contraddistingue per la valorizzazione del principio del beneficio quale criterio di ripartizione del carico tributario. In materia di contributi consortili di bonifica, il beneficio conseguito dal contribuente, in conseguenza dell’attività del Consorzio, consente di misurare la capacità contributiva posta a fondamento dell’imposizione tributaria. La pronuncia, inoltre, ha il pregio di sistematizzare il contributo consortile di bonifica all’interno delle categorie tributarie classificandolo, da un lato, come contributo di scopo e, dall’altro, come tributo regionale proprio derivato.

Land reclamation taxes and the indefectible application of the benefit principle

The commented decision of the Constitutional Court is characterised by the enhancement of the benefit principle as a criterion for sharing the tax burden. With regard to land reclamation taxes, the benefit achieved by the taxpayer, as a result of the activity of the Consortium, makes it possible to measure the ability to pay that grounds the tax. Furthermore, the decision has the merit of systematising the land reclamation tax within tax categories, classifying it, on the one hand, as a purpose tax and, on the other, as a so-called proper local tax “in the strict sense.

Keywordstaxes, land reclamation taxes, distribution of public expenses, benefit principle, fiscal federalism

Corte cost., sentenza 19 ottobre 2018, n. 188 – Pres. Lattanzi, Est. Amoroso Consorzi – Norme della regione Calabria – Contributo consortile di bonifica – Quota relativa alle spese afferenti al conseguimento dei fini istituzionali dei consorzi – Debenza indipendentemente dal beneficio fondiario – Violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario – Illegittimità costituzionale parziale   È dichiarato costituzionalmente illegittimo – per violazione dell’art. 119 Cost. – l’art. 23, comma 1, lett. a), della legge reg. Calabria n. 11 del 2003, nella parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, è dovuto “indipendentemente dal beneficio fondiario” invece che “in presenza del beneficio” La norma regionale censurata dalla Commissione tributaria provinciale di Cosenza – escludendo testualmente che una delle due quote, autonome e distinte, componenti il contributo consortile di bonifica debba dipendere dal beneficio fondiario (cui è invece subordinata la debenza dell’altra quota) – viola il principio (settoriale) del sistema tributario, secondo il quale la contribuzione consortile, in quanto tributo che in senso lato può definirsi di scopo, ha come suo necessario presupposto il beneficio che gli immobili dei consorziati traggono dall’attività di bonifica. Non può il legislatore regionale – la cui pur ampia competenza in materia è limitata dai principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario anche con riferimento a tributi di fonte statale – disancorare la debenza del contributo consortile dal beneficio derivante dall’attività di bonifica, assoggettando a contribuzione consortile i consorziati per il solo fatto che l’immobile sia ricompreso nel comprensorio di bonifica, perché in tal caso si avrebbe non più un contributo di scopo di fonte statale disciplinato dalla legge regionale come tributo derivato, ma un’imposta fondiaria regionale di nuovo conio che, come tributo regionale proprio, eccederebbe la competenza del legislatore regionale.   (Omissis) SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 23, comma 1, lettera a), della legge della [continua ..]

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Commento

Sommario:

1. L'oggetto della controversia - 2. Qualificazione tributaria del contributo consortile di bonifica - 3. L'indefettibilitÓ del beneficio nel presupposto impositivo del contributo consortile di bonifica - 4. Il riparto dell'onere della prova tra Consorzio di bonifica e contribuente - 5. La valorizzazione del beneficio quale fondamento e limite del prelievo impositivo - 6. Il contributo consortile di bonifica come tributo regionale proprio derivato - 7. Conclusioni - NOTE


1. L'oggetto della controversia

La sentenza in esame, in tema di contributi consortili di bonifica, assume profili di particolare interesse con riferimento alla valorizzazione del principio del beneficio quale criterio di ripartizione del carico tributario. La pronuncia, pur consolidando un condivisibile orientamento della giurisprudenza di legittimità, ha il merito di collegare definitivamente l’esigibilità del prelievo fiscale con l’ottenimento di un beneficio da parte del consorziato-contribuente. Essa, inoltre, si caratterizza per la portata chiarificatrice e classificatoria, confermando la natura tributaria del contributo consortile che, utilizzando le stesse parole della Consulta, può definirsi di scopo, almeno in senso lato, nonché la sua appartenenza al genus dei tributi regionali propri derivati. Particolarmente interessante appare l’iter argomentativo seguito dal giudice delle leggi in quanto per l’esame delle questioni di [continua ..]

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2. Qualificazione tributaria del contributo consortile di bonifica

La disciplina dei Consorzi di bonifica e dei relativi contributi è delineata dal vigente R.D. n. 215/1933 “Nuove norme per la bonifica integrale” che rappresenta la legge fondamentale in materia di bonifica e racchiude la legislazione riguardante il settore, nonché dal Libro III c.c. in tema di proprietà, che al Titolo II, Capo II, dedica una seziona alla “bonifica integrale”. Alla legislazione nazionale si affianca quella regionale: l’attività di bonifica era una materia di legislazione concorrente in quanto ricompresa nell’ambito dell’agricoltura e delle foreste nel testo previgente alla riforma del Titolo V. Ai sensi del novellato art. 117 Cost., la materia relativa alla bonifica confluisce sia nella competenza regionale residuale in ordine agli aspetti concernenti il settore agricolo, sia nella competenza esclusiva dello Stato in materia di “tutela dell’ambiente e [continua ..]

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3. L'indefettibilitÓ del beneficio nel presupposto impositivo del contributo consortile di bonifica

Il contributo consortile di bonifica può rientrare nel novero dei tributi paracommutativi in quanto trattasi di un tributo causale che colpisce il vantaggio conseguito dal singolo dall’attività consortile, in ragione del godimento tratto. Tale natura del prelievo rappresenta anche un limite alla sua esigibilità in quanto può essere richiesto solo in presenza di un vantaggio tratto dal singolo, dando concreta attuazione al principio del beneficio. Come rilevano i giudici costituzionali nella pronuncia in esame «Il beneficio che giustifica l’assoggettamento a contribuzione consortile non è legato, con nesso sinallagmatico di corrispettività, all’attività di bonifica, come sarebbe se si trattasse di un canone o di una tariffa, che invece tale nesso sinallagmatico presuppongono … Nondimeno, nel caso dei contributi consortili di bonifica, il beneficio per il consorziato-contribuente deve necessariamente [continua ..]

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4. Il riparto dell'onere della prova tra Consorzio di bonifica e contribuente

Il vantaggio ritratto dal proprietario dell’immobile dall’attività di bonifica rappresenta l’elemento caratterizzante del presupposto impositivo del contributo consortile. Tuttavia, il criterio di distribuzione dell’onere della prova circa l’effettivo conseguimento di un beneficio è ribaltato in quanto spetta al contribuente dimostrare di non aver goduto alcun vantaggio. Secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione, l’ente impositore è esonerato dalla suddetta prova del beneficio tutte le volte in cui vi sia un piano di classifica, approvato dalla competente Autorità regionale, recante i criteri di riparto della contribuenza degli immobili compresi nel comprensorio di bonifica [32]. Come, infatti, chiarito dalla Corte Suprema «costituisce principio ampiamente consolidato ... che, in presenza di documentato inserimento del bene del contribuente nel “perimetro di contribuenza” e di [continua ..]

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5. La valorizzazione del beneficio quale fondamento e limite del prelievo impositivo

La sentenza in esame si contraddistingue per la valorizzazione del principio del beneficio nell’applicazione del contributo consortile di bonifica giungendo alla declaratoria di incostituzionalità della disposizione regionale in quanto in difetto di un riferimento al vantaggio goduto dall’immobile. L’art. 23 della L.R. calabrese n. 11/2003, nel disciplinare il contributo consortile di bonifica, stabilisce che quest’ultimo è costituito dalle quote dovute da ciascun consorziato per il funzionamento dei Consorzi ed è applicato secondo due criteri: «a) per le spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali, indipendentemente dal beneficio fondiario; b) per le spese riferibili al successivo articolo 24, comma 1, lettera b), sulla base del beneficio.» [42]. In mancanza di un piano di classifica, il perimetro di contribuzione è stato determinato dal decreto del Presidente della Giunta regionale (DPGR) calabrese [continua ..]

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6. Il contributo consortile di bonifica come tributo regionale proprio derivato

L’imposizione di un contributo disancorato dal beneficio non può rappresentare una declinazione territoriale del contributo consortile di bonifica che trova la propria disciplina fondamentale in una legge statale, seppur arcaica, quale il R.D. n. 215/1930. Nella pronuncia, infatti, si chiarisce la natura di tributo regionale proprio derivato del contributo in esame sicché gli elementi fondamentali del prelievo fiscale sono definiti dal Legislatore statale e non possono essere modificati da quello regionale. A seguito dell’adozione in Italia del federalismo fiscale, con la L. delega n. 42/2009, è possibile distinguere i tributi propri derivati, istituiti e disciplinati dal Legislatore statale che ne destina (in tutto o in parte) il gettito a favore delle Regioni, lasciando loro spiragli di autonomia impositiva, dai tributi propri autonomi istituiti e disciplinati direttamente con Legge regionale [45]. Tale autonomia tributaria regionale, [continua ..]

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7. Conclusioni

La sentenza della Corte costituzionale appare sicuramente interessante in quanto valorizza il principio del beneficio nell’ambito del contributo consortile di bonifica, con riferimento sia al presupposto impositivo sia al vincolo di destinazione sul gettito. Il giudice delle leggi, infatti, ha chiarito che il contributo consortile colpisce il vantaggio conseguito dal singolo dall’attività consortile, in ragione del godimento tratto: tale contributo può essere richiesto solo laddove i beni assoggettati a contribuzione abbiano conseguito un beneficio particolare dall’esecuzione di opere di bonifica. È stata, dunque, dichiarata incostituzionale la legge regionale calabrese che non considerava in alcuna misura il vantaggio ritratto dal contribuente dall’azione del Consorzio e che colpiva i cespiti del contribuente solo in base alla loro mera inclusione nel comprensorio di bonifica. La Corte costituzionale, infine, sugella l’inquadramento [continua ..]

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NOTE

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