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Nuovi elementi di capacità contributiva ed ambiente: l'alba di un nuovo giorno ... fiscalmente più verde?

Valerio Ficari

A fronte della pluralità di significati e di regole in materia di ambiente, il diritto tributario ha fino ad oggi limitato il suo intervento ai tributi locali; la circostanza che la natura green-oriented di beni, servizi ed attività produttive definisca tipologie autonome rende possibile ipotizzare una fiscalità sia erariale che locale non agevolativa ma sistematica, pienamente compatibile con il principio di capacità contributiva.

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New elements of ability-to-pay and environment: is it the dawn of a new day ... fiscally greener?

Given the plurality of meanings and rules concerning the environment, tax law has until now limited its role to local taxes; the fact that the green-oriented nature of goods, services and productive activities defines autonomous types, makes it possible to envisage a State and local taxation not based on tax expenditures but, instead, systematic and fully compatible with the ability-to-pay principle.

Keyword: environment, goods/services and green-oriented activities, taxes, tax status, ability-to-pay

1. Introduzione L’ambiente nella sue possibili diverse declinazioni ha senza dubbio interessato di recente gli enti titolari di (piena o limitata) sovranità tributaria, la giurisprudenza costituzionale e la sensibilità dei policy makers. L’esperienza dimostra come l’ambiente sia stato talvolta evocato nella “costruzione” e “gestione” di un tributo non tanto come parte di una fattispecie ma quale “bene pubblico” beneficiario del gettito attraverso la gestione delle relative risorse, soprattutto nella concreta esperienza dei tributi locali da parte dei Comuni. La prospettiva alla quale si deve guardare nel futuro è, però, quella di ritenere che l’“ambiente” sia idoneo a giustificare una specifica “fiscalità” dell’im­presa (scambio di beni e servizi) green oriented che sia attenta alle diverse relazioni tra esso, i beni e le attività produttive. Ricerche scientifiche [1] in avanzato stato di elaborazione offrono due lidi di approdo. Da un lato, la rappresentazione degli attuali confini entro cui l’ambiente è apprezzato a livello sia nazionale che comunitario; a fronte di molteplici profili di interesse l’attuale intervento normativo si rivela, peraltro, limitato e, probabilmente, destinato a ridursi alla luce dell’intervento riformatore che ha interessato gli artt. 117 e 119 Cost., seppur in una situazione ancora sub iudice in attesa degli esiti referendari. Dall’altro, la proposta di una costruzione di una “fiscalità” ambientale la quale, nel costituire un insieme organico e sistematico di norme tributarie, abbandoni la funzione disincentivante e risarcitoria del tributo e la predilizione per l’uso della tipologia tributaria della tassa, per apprezzare invece, il rapporto virtuoso degli input ed output (beni e servizi) dell’impresa con l’ambiente quale caratteristica ontologica; l’ipotesi è quella di una serie di disposizioni tri­butarie sostanziali che differenzino tali attività ed oggetti (l’impresa ed i relativi beni e servizi) da quelli privi di tale carattere [2]. 2. Cenni alle diverse declinazioni del “concetto” di ambiente ed ambientale L’aggettivizzazione “ambientale” nel settore normativo che qui [continua ..]

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